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Salvare il mare è un nostro dovere ed è ancora possibile

Salvare il mare è un nostro dovere ed è ancora possibile


Da decenni ormai sono sempre più evidenti i danni che il mare sta subendo dalle attività dell’uomo.

     La creazione di aree protette come le riserve è di grande aiuto nel contrastare questa tendenza, ma i benefici che ne derivano alla flora e alla fauna di questi territori si registrano solo dopo molto tempo. In Europa costituisce un esempio di come la natura trae beneficio da un elevato livello di protezione del territorio il Parco Nazionale di Port Cros nella costa Sud della Francia.
   Si tratta infatti di un'area protetta molto antica, se rapportata alla data di nascita di altre zone protette. è stata istituita infatti nel 1963 dallo Stato francese anche grazie a un lascito privato vincolato all'istituzione di un parco nazionale. Si estende per 17000 ettari terrestri e 2900 ettari marini. Di queste aree una parte, gli isolotti di Baugad e Gabinière, sono riserve integrali.


   Il territorio del parco si trova in una zona che nel lontano passato è stata al centro di traffici  commerciali e guerre. Ospita infatti una ventina di fortificazioni di difesa e avvistamento lungo la costa, e sui fondali una trentina di relitti risalenti anche agli antichi greci e romani. 

In questo spazio di mare il rispetto del regolamento di accesso ha permesso alle specie di questa area di riprodursi e ia quelle endemiche di conservarsi.  

Oltre al divieto di pesca, molte sono le restrizioni per chi vuole entrare nell'area o anche nelle sole aree marine adiacenti. 
La cosa interessante è che area marina si caratterizza per la possibilità di essere attraversata seguendo appositi sentieri sottomarini: ve ne sotto ben 7, segnalati da boe in superficie e dotati sul fondale di appositi cartelli esplicativi.





In questa riserva ci sono più di 180 specie di pesci (tra queste 18 specie si trovano solo lì) oltre a un'ampia varietà di spugne, molluschi, crostacei, echinodermi e altre forme di vita. 
    Tra i molluschi va ricordata la rara Pinna Nobilis, il più grande bivalve del Mediterraneo, che può raggiungere 1 mt di altezza (vedi foto).
   



Vi si trovano inoltre 500 specie di alghe. Tra queste la Posidonia, che forma la tipica prateria dei fondali di questa zona ed è un rifugio ideale per i pesci. Pinna Nobilis e Poseidonia 











In questo mare ci sono diverse specie di tra cui L’Ascidie rouge: Molto comune è anche il suo colore che può essere anche giallo o bianco a seconda delle rocce.



 Anemone solcata: Il suo colore verde è dovuto alla presenza di alghe nelle vicinanze. Il colore dei tentacoli va dal bianco al grigio


Sepositus: una stella marina dal colore rosso marrone e arancione: può avere 5 bracci e vive mangiando quello che c’è sul fondale.


Sarpa salpa: È un pesce che vive in branco, ha un naso è una punta e come nel video si nutre di alghe


Frutti di mare: si attaccano agli scogli come un mollusco e filtrano l’acqua dalle sue gambe per nutrire il plancton.
Bone: questo pesce ha naso e punta e labbra molto grandi.
Nel corso di una vita cambia sesso.



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